Agosto 25, 2019
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Noi operatori del settore di lungo corso abbiamo assistito alla rapida evoluzione del web e alla sempre più forte leadership esercitata nella pubblicità on-line da Google soprattutto attraverso AdWords. Per realizzare una campagna AdWords di successo, beh, non c’è una ricetta bella che pronta perchè ogni settore e categoria merceologica ha delle proprie specificità, ci sono invece tantissime piccole operazioni e attenzioni che occorre rispettare per ottenere risultati soddisfacenti. Fin qui si è capito ben poco, ma la materia è molto vasta, in sostanza la potenza di questi strumenti pubblicitari consiste nel fatto di poter parametrizzare davvero tantissimi aspetti della nostra campagna – è possibile definire il pubblico in base al sesso, all’età, alla zona geografica, alla lingua, è possbile “spegnere e accendere” le nostre campagne AdWords in base all’ora o ai giorni della settimana oppure scegliere se comparire o meno sui dispositivi mobile – è possbile decidere che tipo ti interazione ottenere con chi ci cerca – è possbile creare diversi annunci per ogni campagna e monitorare quale risulta più efficace – idem con le parole chiave che scegliamo. Si tratta di un lavoro di continuo aggiustamento che viene svolto ogni giorno, specie all’inizio, proprio per cercare di ottimizzare il nostro investimento e cercare di massimizzare i risultati. Risultati che sono tangibili perchè fatti di numeri reali, fatti di impression e di click. Numeri che vanno a definire il cosiddetto ROI (Ritorno dell’ investimento). In AdWords ci sono 2, anzi oramai 3 tipi di campagne pubblicitarie che si possono realizzare; La prima e più nota è la campagna legata alla ricerca su Google, che consiste nell’individuare le parole chiave attraverso cui si vuole essere trovati – è la più classica delle campagne e molto efficace per il fatto che comporta in primo luogo un’azione fattiva da parte del potenziale utente. Se l’ipotetico Sig.Rossi inserisce nel motore di ricerca la parola “scarpe” ed la mia azienda vende scarpe in un punto vendita e/o attraverso uno store on-line, domanda e offerta si trovano ad un passo, anzi a pochi click di distanza. Altra tipologia di campagna AdWords è quella denominata Display – questa non è strettamente legata ad una ricerca ma si tratta di banner grafici e/o annunci di testo che vengono proposti su una vastissima rete di siti web partner di Google o affiliati attraverso Google AdSense. Anche in questo caso gli annunci vengono comunque targhettizzati, diciamo indirizzati perchè classificati in fase di creazione della campagna. Un esempio chiarificatore “Sono un negozio specializzato in attrezzature e abbigliamento per lo sci – faccio una campagna Display per presentare il mio banner pubblicitario nei siti web che parlano di sport invernali e nei blog di appassionati di sci della mia provincia.” In questo modo ho un target ben preciso e riceverò sicuramente tantissimi click sul mio banner, di persone appassionate del settore che andranno a visitare il mio sito e ai quali farò sapere che esisto. Sono soprattutto campagne di Brand Awarness che servono a far conoscere un marchio o un’attività e possono essere piuttosto costose perchè impattano un pubblico molto vasto solitamente. Una campagna di successo con AdWords oggi può sfruttare a pieno le potenzialità di Youtube, infatti dalla console di Google è possibile impostare una campagna basata su video con la possibilità di definire un target e tutta una serie di parametri per far comparire il nostro spot al momento giusto e nel contesto appropriato. Seppur questo strumento sia stato e sia tutt’ora molto sfruttato da grandi agenzie pubblicitarie per brand di grandi marchi prestigiosi, Google sta cercando di solleticarne l’uso anche nel contesto di piccole e medie attività locali.

Quali sono gli altri strumenti necessari per promuovere una campagna SEA?

SEA sta per Search Engine Advertising – vale a dire pubblicità sui motori di ricerca e quindi potremmo indicare tutte quelle strategie volte a far comparire il nostro annuncio non solo nelle pagine di ricerca di Google ma ad esempio pure su Bing, nelle Pagine Gialle on-line, ecc. Di solito, si fa riferimento alle campagne SEA come Keywords Advertising, cioè campagne basate sulle parole chiave e nelle quali la pubblicazione dell’annuncio è gratuita e si paga solo per i click ricevuti (CPC – Costo per Click). In particolare nel nostro paese SEA è quasi sinonimo di Google AdWords in quanto il servizio di Google detiene una quota prossima al 90% della pubblicità on-line. Il punto di partenza è sempre lo stesso – definire le parole chiave da associare alla nostra attività, quelle con cui vogliamo comparire. A questo punto però sorge un dubbio…. se siamo in 100 ad aver scelto le stesse parole chiave qual’è il criterio attraverso il quale Google fa comparire un annuncio? Beh ci sono ancora degli aspetti da chiarire, In primo luogo Google è un motore di ricerca e deve il suo successo al fatto di essere in grado di fornire “risposte” adeguate alle richieste – per questo motivo Google assegna un Punteggio di Qualità agli annunci e ai contenuti ad esso associati. Altro fattore importante è il costo per click massimo che siamo disposti a pagare – infatti per il suo ranking, Google ha sviluppato un sofisticato motore che in tempo reale effettua un asta (Real Tima Bidding) tra gli inserzionisti e determina quale annunci presentare, in base alla formula Ranking = Offerta massima Costo per Click x Punteggio di Qualità.

Mentre invece come si realizza una campagna SEO di successo?

SEO sta per Search Engine Optimization – di cosa si tratta in realtà? Di una serie di “Regole” e procedure da effettuare durante lo sviluppo di un sito web. Lo scopo? Fornire a Google e in generale ai motori di ricerca, dei contenuti che siano il più possibile originali, idonei e corrispondenti alle aspettative della ricerca. Fornire contenuti di qualità, codice sorgente di qualità, link qualitativamente rilevanti, la presenza di social link per condividere contenuti, la scalabilità delle pagine web (responsive) vale a dire la possbilità di adattamento del contenuto al tipo di dispositivo…sono tra i più rilevanti fattori che vanno a determinare il ranking attraverso la SEO.

Quali sono gli strumenti indispensabili alla SEO?

In primis scrivere testi che presentano le parole chiave per noi rilevanti – senza però cadere nell’eccesso. Bisogna cercare di creare testi che siano di facile comprensione per gli utenti così come pure per Google, che siano il più possibile originali (Google si accorge subito se un testo è stato copiato e incollato da un’altro sito e darà una rilevanza bassissima al vostro) che vi sia attinenza tra i metatag della pagina e il contenuto in essa presente – e ancora, utilizzare i metatag per le immagini presenti nel nostro sito. Utilizzare come punto di partenza Strumenti per Webmaster di Google. Nei siti sviluppati con Joomla, WordPress e Prestashop, per citare i più comuni, è fortemente consigliato l’uso di plug-in che verificano il ranking di ogni pagina ed aiutano a migliorarlo.

Quali sono gli strumenti che aiutano a progettare un e-commerce di successo?

Per un e-commerce di successo anzitutto valgono i principi comuni a tutti i siti web – facilità di fruizione – oculata scelta di design in stile con l’immagine aziendale – menu di navigazione facilmente consultabile – scalabilità su ogni tipo di dispositivo. Poi nello specifico dell’e-commerce, facilità nell’effettuare l’ordine e nella procedura di pagamento. Sembra triste a dirsi ma il nostro comportamento sul web è studiato e monitorato in modo maniacale – è ben risaputo che il fattore emotivo è determinante nell’acquisto di un prodotto. Se il processo d’ordine viene interrotto o reso troppo macchinoso, complicato da eccessivi passaggi o richieste, l’utente scappa. A parità di prodotto e prezzo, l’e-commerce vincente è quello che richiede meno tempo per concludere la procedura d’ordine e pagamento. La dimostrazione pratica di quanto detto è Amazon; chi è pratico del noto e-commerce avrà notato come nel corso degli anni abbiano cercato di “accorciare” la fase di pagamento e da non molto è possibile acquistare direttamente dalla scheda prodotto di un articolo, senza dover passare dal carrello. In questo settore se volete un consiglio, la cosa è semplice, guardate come fa Amazon o E-bay e cercate di assomigliargli nei limiti del possibile – loro determinano lo standard e più ti discosti più rischi di spiazzare l’utente che è abituato ad un certo tipo di procedura d’acquisto. Sempre in quest’ottica è importante offrire una “wish list” o “lista dei desideri” – molto utile perchè serve da promemoria all’utente indeciso senza che non debba ricominciare a cercare gli articoli di suo interesse ogni qualvolta ritorni a visitare lo store. Un’altro fattore secondo me determinante nella vendita di un prodotto on-line è la fotografia. Non è una regola assoluta perchè dipende dalla tipologia di prodotto ma si applica sicuramente nella maggior parte dei casi. Mostrare il più possibile di un prodotto, da diverse angolazioni e con immagini di qualità, con la giusta luce e fondali adeguati. Infine per un e-commerce di successo è determinante far sapere che esiste! E quindi è necessario pianificare una campagna SEA efficace, una forte presenza nei principali social network e una buona SEO.

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